Il giardinaggio rappresenta per molti un rifugio di tranquillità, uno spazio di connessione con la natura dove allontanare lo stress quotidiano. Eppure, anche in questo ambiente apparentemente sereno, si annidano rischi concreti che troppo spesso vengono sottovalutati. Le forbici da potatura occupano una posizione peculiare tra gli strumenti che utilizziamo: semplici nella concezione, ma capaci di esercitare una forza considerevole concentrata in uno spazio ridottissimo. Secondo i dati dell’ISTAT, nel nostro Paese si verificano circa 3,1 milioni di incidenti domestici ogni anno, di cui il 20,2% costituito da ferite causate da utensili. L’Istituto Superiore di Sanità stima addirittura circa 4.500.000 incidenti domestici annuali, con conseguenze che possono rivelarsi drammatiche.
Il paradosso della familiarità
La particolarità delle forbici da potatura risiede nel loro funzionamento meccanico. Questi strumenti sfruttano un sistema di leve che amplifica la forza applicata dall’utilizzatore, consentendo di recidere rami resistenti con uno sforzo relativamente contenuto. Questa caratteristica, che ne fa uno strumento prezioso per il giardiniere, diventa però un elemento di rischio quando la forza generata viene mal direzionata. Uno scivolamento, un momento di distrazione, una presa incerta possono trasformare in un attimo l’attrezzo in una fonte di lesioni anche serie.
Il vero paradosso sta nella percezione del rischio. Mentre di fronte a una motosega l’utilizzatore medio mantiene un livello di attenzione elevato, le forbici da potatura beneficiano di una sorta di “familiarità rassicurante” che ne fa abbassare la guardia. Sono piccole, maneggevoli, le usiamo con una mano sola. Questa apparente semplicità genera un eccesso di fiducia che può risultare fatale. Il lavoro diventa meccanico, automatico, e l’attenzione scema proprio nel momento in cui sarebbe più necessaria.
Gli scenari di rischio più comuni emergono da comportamenti ripetitivi che, col tempo, diventano abitudini consolidate. Molti giardinieri tendono a utilizzare le forbici senza indossare adeguati guanti protettivi, magari perché “è solo un taglio veloce” o perché i guanti da lavoro vengono percepiti come ingombranti. Altri forzano regolarmente il taglio di rami che superano il diametro massimo consigliato, mettendo sotto stress sia lo strumento che il proprio corpo.
L’importanza dell’affilatura delle lame
Esiste una convinzione diffusa, apparentemente controintuitiva, secondo cui una lama affilata sia più sicura di una lama spuntata. La logica risiede nel rapporto tra efficienza del taglio e sforzo necessario. Quando le lame non sono correttamente affilate, l’utilizzatore è costretto ad applicare una forza maggiore per completare l’operazione. Questo sforzo supplementare si traduce in una minore stabilità dello strumento, in movimenti meno controllati e, di conseguenza, in un aumento del rischio di incidenti.
Una lama spuntata non taglia in modo netto: tende piuttosto a “strappare” la corteccia, richiede movimenti di torsione ripetuti, non completa il taglio in una sola azione. Tutti questi comportamenti obbligano l’utilizzatore a posizioni innaturali, a prese meno sicure, a un dispendio energetico che porta rapidamente all’affaticamento muscolare. E l’affaticamento è uno dei principali alleati degli incidenti.
La manutenzione regolare delle lame dovrebbe diventare parte integrante della routine del giardiniere. Una pietra affilatrice o una lima diamantata, utilizzate con metodo e pazienza, possono restituire alle forbici la loro efficienza originale. Esistono anche affilatori specifici con angolatura fissa, progettati per evitare errori di inclinazione che potrebbero danneggiare il filo della lama. Durante queste operazioni di manutenzione, però, è fondamentale mantenere alta l’attenzione. Le lame dovrebbero essere bloccate saldamente prima di iniziare, possibilmente utilizzando una morsa. I guanti antitaglio andrebbero indossati anche in questa fase, e bisognerebbe resistere alla tentazione di “fare in fretta”.
Protezione e posizionamento delle mani
La scelta dei guanti protettivi richiede attenzione specifica. Non tutti i guanti da lavoro offrono lo stesso livello di protezione. Per lavorare in sicurezza con le forbici da potatura servono guanti specifici, dotati di rinforzi nei punti strategici: indice, pollice e palmo della mano. La normativa europea EN 388 stabilisce standard precisi per la protezione contro i rischi meccanici. Per chi utilizza regolarmente forbici da potatura, è consigliabile orientarsi verso guanti con un livello di resistenza al taglio pari almeno a 3 sulla scala da 1 a 5. I materiali più efficaci includono cuoio, microfibra rinforzata o fibre tecniche come il Kevlar.

Un buon paio di guanti da potatura dovrebbe coniugare protezione e praticità. La chiusura elastica al polso impedisce che i guanti scivolino durante il lavoro e previene l’ingresso di residui vegetali e spine. Al tempo stesso, i guanti non devono essere eccessivamente rigidi: una buona aderenza e una sufficiente flessibilità sono necessarie per mantenere una presa sicura ed efficace sullo strumento. Oltre alla protezione dalle lame, i guanti svolgono un ruolo preventivo anche contro schegge di legno, spine di rose e irritazioni da contatto con linfe vegetali allergizzanti.
Durante il taglio, la tecnica con cui si posizionano le mani diventa cruciale. È istintivo avvicinare la mano che regge il ramo al punto di taglio per aumentare il controllo, ma questo comportamento espone le dita al rischio di schiacciamento tra le lame. La regola fondamentale è semplice: la mano che guida il ramo dovrebbe trovarsi sempre dalla parte opposta rispetto alle lame, mai tra le forbici e il resto del ramo. Se il ramo risulta instabile, è preferibile utilizzare un supporto per tenerlo in posizione, piuttosto che rischiare di posizionare le dita in zona pericolosa.
Dettagli tecnici che salvano
Un dispositivo di sicurezza presente su molte forbici di qualità, ma spesso ignorato dagli utilizzatori, è il blocco di sicurezza. Si tratta generalmente di una levetta o di un pulsante laterale che mantiene le lame chiuse quando lo strumento non è in uso. Questo semplice meccanismo può prevenire numerosi incidenti legati alla manipolazione e al trasporto delle forbici. Basterebbe attivare il blocco dopo ogni utilizzo – un gesto che richiede solo pochi secondi – per eliminare il rischio di aperture accidentali durante il trasporto o quando si afferrano distrattamente le lame.
Un altro aspetto frequentemente trascurato riguarda le condizioni dell’impugnatura durante il lavoro. Quando si potano piante resinose o in presenza di umidità, dopo pochi tagli l’impugnatura può diventare scivolosa. Lo slittamento della presa rappresenta una delle principali cause indirette di lesione. Per prevenire questo tipo di incidente, è consigliabile scegliere forbici con impugnature antiscivolo, realizzate in gomma zigrinata o rivestite in materiali come il TPR. Durante l’utilizzo, specialmente nelle giornate calde o durante sessioni prolungate, è importante pulire regolarmente le mani se si suda o se si entra in contatto con resine appiccicose.
L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha portato sul mercato forbici da potatura con caratteristiche di sicurezza avanzate. Alcuni modelli sono dotati di meccanismi di chiusura automatica a molla che riducono l’affaticamento muscolare durante l’uso prolungato. Altri presentano lame rivestite in titanio o teflon, materiali che impediscono l’accumulo di resina vegetale. Esistono anche impugnature ergonomiche progettate per ridurre le vibrazioni e limitatori meccanici di corsa che impediscono una chiusura troppo violenta delle lame.
La sicurezza nell’uso delle forbici da potatura non è questione di paranoia o eccessiva prudenza. Si tratta semplicemente di riconoscere che anche gli strumenti apparentemente più semplici meritano rispetto e attenzione. Applicare buone pratiche – scegliere i guanti giusti, verificare l’affilatura delle lame, prestare attenzione alla posizione delle mani, attivare il blocco di sicurezza – richiede davvero pochi secondi in più. Ma quella piccola differenza di tempo può tradursi nella differenza tra un pomeriggio piacevole dedicato alla cura del giardino e una visita al pronto soccorso.
Con pochi accorgimenti pratici, integrati naturalmente nella routine di lavoro, è possibile utilizzare le forbici da potatura con serenità, consapevoli che quella serenità nasce dalla conoscenza e dal rispetto dello strumento. Il giardino può e deve rimanere uno spazio di benessere e piacere, ma quel benessere si costruisce anche attraverso la capacità di riconoscere i rischi e gestirli in modo appropriato. Solo così ogni momento dedicato alle proprie piante può essere davvero rigenerante, libero da preoccupazioni e, soprattutto, sicuro.
Indice dei contenuti
