In sintesi
- 🎬 Don Matteo 15
- 📺 Rai 1, ore 21:30
- 🕵️♂️ La nuova stagione della celebre serie italiana si apre con un mistero legato a una ragazza senza memoria trovata da don Massimo, mentre la canonica e la caserma sono scosse da nuovi arrivi e dinamiche emotive e comiche; il tutto segna un rinnovamento della serie senza tradirne lo spirito originale.
Don Matteo 15, Raoul Bova, Nino Frassica e il nuovo intrigante mistero di Maria tornano protagonisti stasera su Rai 1 con l’episodio d’esordio della nuova stagione, “Un angelo caduto dal cielo”. Una puntata che i fan aspettavano da mesi e che segna ufficialmente l’avvio di una fase tutta nuova per una delle serie più longeve e amate della televisione italiana.
Don Matteo 15: Cosa ci aspetta stasera: un giallo che tocca il cuore
Alle 21:30 su Rai 1 arriva il quindicesimo capitolo di Don Matteo, o meglio: il nuovo viaggio di don Massimo, interpretato da Raoul Bova, ormai perfettamente insediato nel ruolo dopo il passaggio di testimone dal leggendario Terence Hill. E questo primo episodio non perde tempo: apre subito con una scena forte, quasi da thriller emotivo. In una chiesetta di campagna, don Massimo trova una ragazza di 16 anni, ferita, senza sensi, incinta e priva di memoria. La chiamerà Maria, e da quel momento la sua vita — e quella dell’intera canonica — cambierà direzione.
Questa non è solo la “scena madre” dell’episodio, ma l’innesco dell’intera stagione. Maria è un personaggio che nasce per essere un punto interrogativo continuo: chi è? da dove viene? cosa le è successo? Una presenza che porta un mistero potente ma anche una vulnerabilità che smuove tutti, in particolare don Massimo, che si ritrova a occuparsi contemporaneamente di una adolescente spaesata e di un neonato, Max, che arriverà presto a scombinare gli equilibri della canonica.
Chi ama la serie sa che il giallo è sempre un pretesto per raccontare molto di più. In questo caso, la parola chiave della stagione — e di questa puntata — è “vocazione”. Non solo quella religiosa: la vocazione intesa come chiamata a essere presenti, a prendersi cura, a trovare il proprio posto nel mondo. Tutti i personaggi, da don Massimo alla sorella Giulia, passando per Diego, si muovono su questo terreno scivoloso e profondamente umano.
Don Matteo 15 e Caserma in subbuglio: arriva la marescialla Caterina Provvedi
Se la linea emotiva e misteriosa ruota attorno a Maria, il lato comico e più leggero dell’episodio trova il suo epicentro nell’arrivo della nuova marescialla Caterina Provvedi, interpretata da Irene Giancontieri. Giovane, un po’ impacciata, determinata e catapultata a Spoleto per un errore burocratico: praticamente la perfetta miccia per far saltare gli equilibri della caserma.
La situazione infatti si fa subito esilarante: Caterina dovrebbe prendere il posto del maresciallo Cecchini, che a quanto pare “rischia” davvero la pensione. Un’idea che lui ovviamente rifiuta in blocco e con la consueta tempestività emotiva trasforma in una serie di reazioni, gaffe, piccole vendette e un mucchio di comicità. È un classico Don Matteo: quando il mondo cambia, Cecchini reagisce come solo lui sa fare, continuando a essere uno dei personaggi più iconici della TV italiana.
Di fronte a questa coppia nuova — Caterina che arriva e Cecchini che resiste — si muovono le trame più sentimentali e mature, come quella della coppia formata da Giulia Mezzanotte e il Capitano Diego Martini. Lui sembra avere le idee chiare, lei invece è in piena crisi identitaria dopo la perdita della madre. Una dinamica che promette evoluzioni interessanti nelle prossime puntate.
Perché questo episodio è così importante
L’apertura della stagione 15 è costruita come un manifesto: non vuole stravolgere Don Matteo, ma lo vuole rinnovare dall’interno. Gli sceneggiatori giocano su due assi ben precisi:
- Maria come “ferita aperta” che porta un mistero più cupo del solito
- Caterina come detonatore comico e umano
È una combinazione che funziona soprattutto perché non annulla il DNA della serie: Spoleto resta Spoleto, la canonica resta la canonica, Cecchini resta Cecchini. Ma tutto è attraversato da un’energia più contemporanea, più emotiva, più adulta.
Questo episodio, in particolare, segna anche la definitiva consacrazione di Raoul Bova nel ruolo di don Massimo. Le prime stagioni dopo il passaggio da Terence Hill erano inevitabilmente di assestamento, ma qui si percepisce che il personaggio è entrato pienamente nella mitologia della serie. È più tormentato, più concreto, più terreno rispetto al suo predecessore, ma conserva quello sguardo che rende Don Matteo (o chi per lui) l’uomo cui la comunità si rivolge nei momenti critici.
L’occhio da nerd televisivo: perché “Un angelo caduto dal cielo” colpisce
Per chi segue le serie italiane con occhio tecnico, questo episodio è interessante per tre motivi: segna un ritorno alle linee orizzontali più forti, con il mistero di Maria che non si risolve in 50 minuti; gioca molto sulla costruzione del “nuovo equilibrio” post-terremoto narrativo delle scorse stagioni; mostra una scrittura più corale e meno episodica, quasi da drama moderno.
La scelta di aprire con un personaggio giovane, ferito, misterioso e letteralmente senza identità è un modo intelligente per far respirare la serie verso un pubblico più vasto, senza perdere gli spettatori storici.
La puntata, inoltre, contiene già un cameo molto discusso (quello di Diletta Leotta), scelta che dimostra come Don Matteo voglia dialogare anche con la cultura pop contemporanea. Alcuni lo ameranno, altri storceranno il naso — ma il fatto che se ne parli dice tutto.
Stasera, insomma, non va in onda solo una puntata, ma un vero “nuovo inizio” per un classico intramontabile della TV italiana. Chi ama Don Matteo troverà pane per i suoi denti, chi non lo guarda da un po’ potrebbe scoprire una sorprendente maturità narrativa.
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